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Autore: lupo_pensante Pagina 16 di 18

Integrazione a scuola

Ci incontriamo in un bar nel centro di Pinerolo. Puntualissima. Ottimo inizio. La professoressa Sclarandis mi studia con due rapide occhiate, tanto basta a chi è avvezzo a stare con le persone.

Saranno venticinque anni che non entravo in questo locale, penso, tempi in cui studiavo in biblioteca…vabbè lasciamo stare.

Ci sediamo a un tavolo, lei prende un bicchiere d’acqua naturale, della serie andiamo al sodo. Io azzardo un caffè, senza zucchero però.

Mi presento brevemente, del resto non ho molto da dire, e iniziamo. Sono curioso di saperne di più di questo progetto Penny Wirton, ma non dei dettagli, del come, per questo c’è internet. 

Mi interessa il senso.

Tranzollo

Due poiane fanno cerchi nel cielo. Le guardo e penso, chissà cosa vedono, chissà come ci vedono. Si, come ci vedono. Sono al tavolo insieme a loro. In questo momento il collante lo fa una pasta al forno. Teste chine e affamate sui piatti. Ma c’è un’atmosfera speciale. Magari sarà il giardino del rifugio con la sua vista sulla valle, magari sarò io che con la vecchiaia divento sentimentale, va a sapere. Poi la risposta me la dà Andrej che siede vicino a me. 

Mi guarda e mi dice :”Tranzollo”. “Come scusa?” “Tranzollo. E’ una parola che abbiamo inventato noi qua.” “E cosa vuol dire ?” “Boh!” Bene, anni di studi universitari buttati nel cesso in un attimo, penso.

“Se sei Tranzollo sei figo e noi siamo Tranzolli.” Ahh così è chiaro.

Memorie di una giornata Crissolo

Il tempo non è un granché. Estate pazza. Solo che in montagna quando va via il sole ti accorgi di quanto riscalda. Un po’ come le cose nella vita, apprezzi il loro valore quando non ci sono, e spesso è troppo tardi. Facendomi violenza tiro fuori una maglia dall’armadio, solo il pensiero mi fa venire caldo, e la metto nello zaino. As sa mai.

Scendo che Renato mi aspetta. Passiamo alla sede del C.i.s.s. dove avevamo appuntamento con le due assistenti sociali, Luana e Chiara e partiamo alla volta di Crissolo.

Dopo Paesana inizia la vera valle Po, valle stretta, strada stretta, paesini stretti, luce stretta. Non fosse per il Monviso che ti guarda dall’alto come fosse Zeus, la malinconia assumerebbe altri toni.

Arrivati. Apro la portiera e mi rendo conto, dopotutto, di non essere ancora del tutto brasato: la maglia serve, eccome.

Siamo davanti all’albergo, riconosco l’insegna. Una domanda mi echeggia in testa. E adesso? Sono abituato alle persone adulte, questo sì, ma a dei bambini? Questo no. Ma la mia curiosità è tanta, quindi andiamo.

Renato ed io veniamo accolti da alcune educatrici e dalla titolare. Persone cordiali. Bene. Mi dicono che i ragazzi sono entusiasti del soggiorno. Molto bene.

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